Auguri di Natale 2023

Seminario Vescovile di Como

SANTO NATALE 2023

Per gli Auguri di Natale, mi servo molto semplicemente di un breve scritto del cardinal José Tolentino Mendonça riportato su Avvenire alcuni giorni fa, dal titolo “costruire presepi”, che, anche in questo anno in cui ricordiamo gli 800 anni dal primo presepe di san Francesco a Greccio, mi è piaciuto e condivido. Anche nella nostra comunità abbiamo fatto un presepe ufficiale, come tradizione preparato dai seminaristi del primo anno, e ne troviamo numerosi piazzati in giro per il Seminario e tutti abbiamo fatto il nostro a casa.

I presepi più decisivi sono quelli che ci arrischiamo a costruire nella vita di tutti i giorni, accogliendo i nostri simili non come estranei ma come personaggi familiari che mettono in scena quel mistero che è l’accadere di Dio nella storia. I presepi più accurati sono quelli che mettono al centro ciò che nasce, e non i nostri timori o incertezze su ciò che finisce. I presepi più necessari sono quelli che fanno di noi levatrici dell’anima gli uni degli altri, incoraggiando il fiorire della speranza anche quando appare difficile; affrettandosi a far posto alla fiducia anche quando non mancano le ragioni di tentennare, dubitare o non credere. I presepi più fedeli al vero presepio sono quelli edificati in quelle situazioni in cui l’unica cosa garantita sembra essere la solitudine, e che accendono così una stella là dove si direbbe che l’unico orizzonte sia il perpetuarsi dell’oscurità. I presepi più intensi sono quelli che si rendono latori della buona notizia a quanti non sperano più nulla e che convocano alla festa coloro che si sentono sospinti ai margini o a vivere in deserti esistenziali. E questa non è una missione impossibile. Serve poco, in fondo, per costruire un presepio: a volte basta una parola che rivolgiamo agli altri con delicatezza, un gesto fraterno, la briciola dorata di un sorriso, una piccola prece”.

Mi sembra una riflessione bella che dice anche “quell’ autentica cultura dell’incontro… nel nome di Gesù”, il festeggiato.

Con gratitudine, affetto e gioia,

BUON E SANTO NATALE A TUTTI.

don Alessandro Alberti, rettore